Se hai un’attività locale e non stai spingendo Google Business Profile (quello che molti chiamano ancora “Google My Business”), nel 2026 è come avere un negozio in centro… ma con l’insegna spenta.
Perché oggi la gente non cerca solo “agenzia marketing” o “dentista”.
Cerca su Google e finisce dritta lì: Maps.
E la decisione spesso avviene in 10 secondi:
- foto
- recensioni
- distanza
- orari
- “chi sembra più affidabile”
Questa guida ti spiega come farlo diventare un canale che porta richieste reali, senza fuffa.
Perché nel 2026 Google Maps vale più di mille post
Instagram è top per farti conoscere.
Ma Maps è dove la gente ti cerca quando deve comprare.
E qui succede una cosa semplice: Google deve decidere chi mettere sopra, e le persone devono decidere chi chiamare.
Quindi hai due obiettivi:
- posizionarti meglio (visibilità)
- convertire meglio (scelta)
Molti fanno solo il punto 1 e poi si chiedono perché “ci vedono ma non chiamano”.
La base: la scheda deve sembrare viva (non un profilo abbandonato)
Google “premia” le schede curate perché migliorano l’esperienza dell’utente.
E l’utente, quando vede una scheda ferma da mesi, pensa: “Ok, chissà se sono ancora aperti”.
Check rapido (5 minuti)
Apri la tua scheda e guardala come se fossi un cliente:
- Orari corretti?
- Foto recenti o roba del 2019?
- Servizi e descrizione chiari?
- C’è un motivo per scegliere te?
- C’è un modo rapido per contattarti (telefono/WhatsApp/sito)?
Se anche solo 2 cose sono “meh”, stai perdendo contatti ogni giorno senza accorgertene.
La parte che fa la differenza: categoria, servizi e parole giuste
Qui la gente si incastra: mette una categoria a caso e stop.
Nel 2026, invece, la scheda è quasi una mini landing SEO.
1) Categoria principale: scegli quella più “vicina alla ricerca”
Esempio:
Se sei una pizzeria, “Ristorante” è troppo generico. “Pizzeria” è più preciso.
Se sei un fisioterapista: “Fisioterapista” meglio di “Clinica”.
La categoria decide per quali ricerche Google ti considera rilevante.
2) Servizi: non scrivere “servizi generici”
Non “Consulenza”, ma “Consulenza marketing per PMI”, “Gestione social”, “Meta Ads”, “Siti web”.
Perché? Perché quelle frasi entrano nei segnali di pertinenza (e aiutano anche l’utente a capire).
3) Descrizione: parla come un umano, ma con keyword locali
Non serve riempire di parole. Serve chiarezza.
Esempio di struttura:
- chi sei
- cosa fai
- per chi
- area coperta (Genova + zone)
- perché sceglierti (prova sociale o metodo)
- invito all’azione
Recensioni nel 2026: non è “averne tante”, è come le gestisci
Le recensioni sono il tuo biglietto da visita.
E no, non basta dire “lasciaci una recensione” una volta ogni tanto.
Come ottenere recensioni senza risultare cringe
La formula più semplice è: chiedile nel momento giusto.
Momenti perfetti:
- subito dopo consegna/servizio riuscito
- quando il cliente ti ringrazia
- quando risolvi un problema
Messaggio corto (WhatsApp/SMS):
“Ti va di lasciare una recensione? Ci aiuta tantissimo a farci trovare su Google. Ti lascio il link: https://g.page/r/CQjedjJIjNDbEBM/review
Quante recensioni servono?
Non c’è un numero magico, ma la costanza batte il “picco”.
Meglio 4–8 recensioni al mese che 40 in una settimana e poi zero per sei mesi.
Rispondere alle recensioni: obbligatorio
Sì, anche a quelle positive.
E sì, anche a quelle negative (con cervello).
Le risposte:
- aumentano fiducia
- mostrano “tone of voice”
- danno segnali di attività
Mini struttura per rispondere:
- ringrazia
- riprendi un dettaglio (se possibile)
- invito soft a tornare / contatto
Foto e contenuti: la parte più sottovalutata (e più potente)
La gente sceglie con gli occhi. E Google lo sa.
Cosa caricare nel 2026 (semplice):
- 5–10 foto “di contesto” (esterno, interno, team)
- 5 foto “prodotto/servizio”
- 1 video breve (se possibile)
- aggiornamento foto ogni mese
Consiglio pratico:
Fai un mini shooting ogni 30 giorni anche con smartphone, ma con criterio: luce, pulizia, angoli decenti.
Post su Google Business Profile: servono ancora?
Sì, ma non come i social.
I post servono a:
- mostrare attività e freschezza
- supportare offerte/eventi
- dare un segnale in più a Google
Non devi farne 7 a settimana.
Nel 2026 bastano:
- 1 post “novità/offerta”
- 1 post “servizio + beneficio”
a settimana (o anche ogni 10 giorni, se sei costante).
Il metodo pratico Kroma (la routine che porta risultati)
Se vuoi trasformare la scheda in un canale che porta clienti, questa è la routine più pulita:
Ogni settimana (15 minuti)
- 1 post
- controlla messaggi/domande
- rispondi alle recensioni
Ogni mese (45 minuti)
- carica nuove foto
- aggiorna servizi/descrizione se cambia qualcosa
- check orari e festività
- chiedi un blocco di recensioni (5–10 richieste)
Ogni trimestre
- analisi insight (chiamate, richieste indicazioni, visite sito)
- aggiusta CTA, categorie, contenuti e strategia recensioni
KPI da guardare (solo quelli utili)
Dentro GBP puoi controllare cose semplici ma fondamentali:
- quante persone ti hanno trovato
- quante hanno chiesto indicazioni
- quante ti hanno chiamato
- quante hanno cliccato al sito
Se aumentano “visualizzazioni” ma non aumentano “azioni”, il problema è quasi sempre:
- scheda poco convincente (foto/recensioni/testo)
- categoria/servizi sbagliati
- troppa concorrenza e zero differenziazione
Vuoi capire se la tua scheda sta lasciando soldi sul tavolo?
La cosa più comune è questa: attività che “ci sono” su Maps, ma non stanno convertendo perché la scheda è incompleta o gestita senza metodo.
Se vuoi, in Kroma Studio possiamo fare una mini-analisi della tua scheda e dirti in modo secco:
- google business profile
👉 Scrivici dal form Contatti oppure chiamaci al 331 3531239.
